Cari amici e care amiche.
È arrivata in questi giorni dalla segreteria nazionale una lettera con il nuovo statuto. Occorre valutarlo bene perché a fine mese a Chianciano sarà da approvare con le eventuali ulteriori modifiche.
Per agevolare la discussione abbiamo pensato di convocare per Venerdì prossimo 20 Marzo un direttivo regionale allargato a Bologna alle 20,30 presso la parrocchia orionina (di fronte alla Certosa) in via don Orione (a fianco del cinema-teatro parrocchiale).
Chi non riuscisse a partecipare e desiderasse inviare le sue considerazioni prima di tale data farà certamente un’ottima cosa: invieremo a breve il file con il documento.
L’idea è di scrivere un breve documento da presentare all’assemblea nazionale perciò le idee di tutti sono preziose, soprattutto in questo momento. Vi sono alcune impressioni (ma tante altre cose ci sarebbero da dire) che desidero condividere perché davvero il cambiamento è necessario alla sopravvivenza del Movimento:
1. esistono esperienze pro life che sono altro da noi sul territorio nazionale e regionale, certamente nate dal clima culturale politico e sociale che il Movimento ha sollecitato in questi anni, e che desiderano restare tali pur collaborando
2. a livello mediatico tali associazioni hanno molto più impatto di noi (Scienza e vita ad esempio)
3. certamente i Centri e i Servizi, negli ultimi anni, hanno aumentato il loro impatto positivo sulla società e sono stati un bellissimo veicolo di conoscenza, oltre ad aver salvato concretamente delle vite
4. ma è anche vero che uno dei talenti principali del Movimento è l’ aspetto di competenza sulla materia, che va considerato prioritario specialmente sui giovani che si stanno avvicinando (vedi esperienza Meeting) e quindi potenziato Credo necessario valutare quale volto debba avere il nostro esserci oggi, nel doppio senso di presentarci, ma anche di essere individuati dagli altri, insomma chi siamo e cosa vogliamo essere:
- specialisti dell’accoglienza e del salvataggio?
- promulgatori di cultura ed educazione?
- entrambi?
In molti casi ci sentiamo probabilmente esautorati da una parte e frustrati dall’altra, ma il più ampio respiro europeo e internazionale fanno ben capire che forse siamo chiamati ad un ruolo profetico e di coordinamento che chiede un salto di qualità e di spessore al nostro impegno, ma diventa fondamentale un riassetto delle coordinate che determinano la nostra appartenenza all’ormai storico MPV italiano.
Antonella Diegoli


